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Transizione Ecologica Solidale
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 Vision

In questo avvio del nuovo millennio alcuni pilastri fondamentali della visione democratica e progressista sono caduti: l’idea della possibilità di una crescita economica continua e la convinzione che tale crescita fosse la base delle possibilità di conquistare un benessere più esteso e più equamente distribuito, a prescindere dai limiti posti dalla natura, dalla sua capacità di resilienza. La crisi climatica ed ecologica, per il livello oggi raggiunto, sconosciuto nelle precedenti epoche storiche, pone ormai dei limiti evidenti che, quando superati, comportano costi elevati – anche sociali ed economici – oltre a costituire una seria ipoteca sul nostro futuro.  La crisi climatica ha già rilevanti impatti sul benessere e lo sviluppo economico: gli eventi atmosferici estremi – dalle ondate di calore alle bombe d’acqua, dalla maggiore frequenza e durata dei periodi di siccità alla maggiore frequenza e intensità degli uragani – causano forti disagi, vittime e ingenti danni.

Se questa crisi non fosse affrontata in modo adeguato, come documentano numerosi e convergenti studi scientifici, potrebbe avere esiti catastrofici. Le risorse naturali disponibili, rinnovabili e non rinnovabili e le possibilità della natura di fornire servizi essenziali per la nostra vita e il nostro sviluppo non sono illimitate.La popolazione mondiale ha superato i 7,4 miliardi e continua a crescere, il consumo di risorse naturali cresce ad un ritmo ancora più veloce di quello della popolazione e gli impatti ambientali anche se migliorano per certi aspetti e in certe zone, restano complessivamente elevati e si stanno accumulando, intaccando il capitale naturale (dalla biodiversità ai suoli, dalle acque dolci ai mari). 

Le generazioni di questa nostra epoca devono fronteggiare una sfida inedita nella storia dell’umanità: conquistare un benessere di migliore qualità, più inclusivo ed equamente esteso, affrontando la crisi climatica ed ecologica e trasformandola in  occasione di  sviluppo di una nuova economia – una green economy, a basse emissioni di carbonio, di tipo circolare, in grado di assicurare nuova e migliore occupazione e di tutelare il capitale naturale – e puntando su una società più giusta in pace con la natura. Chiamiamo la sfida di questo cambiamento “transizione ecologica solidale”, sottolineando il suo carattere profondo ed esteso e la inscindibile connessione fra gli aspetti ecologici e quelli sociali.     

Questa transizione è oggi possibile: disponiamo di un patrimonio di conoscenze, di tecnologie e di buone pratiche – che può essere ulteriormente cresciuto con la ricerca scientifica e la sua diffusione – in grado di offrire soluzioni praticabili ed economicamente sostenibili. Fra i cittadini la consapevolezza ecologica è la disponibilità a partecipare a questo cambiamento sono notevolmente cresciute. Nello stesso mondo delle imprese si respira un’aria nuova: quelle che puntano sulla elevata qualità ecologica dei prodotti e dei processi produttivi sono ormai numerose.

Nel mondo politico – pure in presenza di differenze notevoli e ben visibili anche sulle grandi questioni ecologiche, a partire dal cambiamento climatico – sottolineiamo la necessità, anche nel campo democratico e progressita, di una maggiore iniziativa per assegnare un’effettiva priorità ad una transizione ecologica solidale.

Ribadiamo quindi il nostro impegno a sostegno di una transizione ecologica solidale:

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sviluppando iniziative di ricerca, studio, elaborazione, confronto, formazione, informazione e diffusione;

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promuovendo una vasta alleanza del mondo scientifico orientato alla sostenibilità, di cittadini consapevoli delle sfide di questa nostra epoca e di imprese di una green economy;

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promuovendo una vasta alleanza del mondo scientifico orientato alla sostenibilità, di cittadini consapevoli delle sfide di questa nostra epoca e di imprese di una green economy;

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attivando una specifica iniziativa per l’elaborazione e la diffusione di una cultura e una visione politica democratica e progressista che assuma la transizione ecologica e solidale come priorità;

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dialogando con le istituzioni, ai vari livelli locali, regionali, nazionale ed europeo, per definire ed attuare le politiche e le misure necessarie per una transizione ecologica solidale.